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In MESSICO
I giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da
una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente
alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone
l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e
della loro ricerca di un luogo dove alloggiare.
«Dar posada» vuol dire ospitare un viandante
e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione
stessa che accoglie i protagonisti della natività.
In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati
da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue
portate dai bambini) che vanno a chiedere «posada»,
cioè ospitalità, in una casa. Prima di arrivare
alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il
permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito,
però, negativo. Poi la processione riprende al suono
degli strumenti musicali, intervallato da preghiere e canti
di litanie.
Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta,
al gruppo nella strada che domanda «posada»
con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione un secondo
coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti
con Giuseppe e Maria.
Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre
dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una
pentola di terracotta (pignatta) appesa ad una corda che
un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un
bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.
In FINLANDIA
Oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno
delle case un secondo alberello per... gli uccellini.
Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un paio
e addobbato con semi appetitosi.
Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero
verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo
le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto
nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case
affinché anche gli uccellini possano far festa il
giorno di Natale.
In Svezia, invece, si mette un mazzo di spighe di grano
sul davanzale della finestra.
Nella città di Vienna, in Austria, i bambini (ma
anche gli adulti) gettano briciole di pane agli uccelli
durante l'ormai tradizionale passeggiata nel parco.
In POLONIA
La vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella,
e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in
cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.
In FRANCIA
Nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case
a distribuire i regali che riporrà nelle scarpe dei
bambini disposte, per l'occasione, con tanta cura e trepidazione
dai bambini stessi. Inoltre, durante la sua visita appenderà
dolci e frutta all'albero di natale.
Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi
è una torta che nella forma richiama al ceppo che,
soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle campagne, viene
acceso per riscaldare Gesù Bambino.
Il presepio anche in Francia occupa un posto privilegiato
tra le tradizioni natalizie. Molto belli e famosi sono i
presepi della Provenza (regione nel sud della Francia),
composti da statuine in argilla che vengono vestite con
costumi realizzati con grande precisione e realismo anche
nei minimi particolari, e poi, a seconda dei personaggio,
si aggiungono i minuti attrezzi da lavoro o gli accessori
che servono per identificare la statuina.
Insieme a Gesù Bambino, Maria, Giuseppe e i re Magi
trovano posto altre statuette che rappresentano le persone
più comuni mentre svolgono la loro attività,
proprio come si incontrano nella vita di tutti i giorni.
La statuetta è chiamata Santoun che in lingua provenzale
vuoi dire « piccolo santo». Ogni anno a Marsiglia,
in occasione dei periodo natalizio, viene organizzata la:
«fiera di santoun».
Ecco un'altra bella tradizione francese. La "galette
des rois" (torta dei re) è un delizioso dolce
fatto di pasta sfogliata con dentro crema alla mandorla.
Dentro è nascosta una figurina di gesso verniciato
o ceramica che si chiama la "fava" perché
originariamente era una vera fava. Il giorno dell'Epifania
(che ha dato il nome alla torta), quando arriva l'atteso
momento, il più giovane dei conviviali va sotto il
tavolo. Qualcuno taglia la torta. Quando si rispetta davvero
la tradizione, questo taglio si fa con la torta coperta
da uno strofinaccio, in modo che, se il coltello incontra
la fava, il tagliatore non possa sapere in che porzione
si trovi, e che non si possa barare. Ma, chissà perché,
spessissimo la fava si troverà nella porzione del
bambino che sta sotto il tavolo... uno dei misteri familiari
mai bene spiegati!
Quando la torta è tagliata, si prende una porzione
e si chiede al bambino sotto la tavola : "per chi è
questa ?" Il bambino risponde : "Per mamma, papa,
Zia Tizia, me, sorella o fratello ecc.", nell'ordine
che vuole lui. (La tradizione vuole che ci sia una porzione
in più del numero esatto dei conviviali. Si chiama
: "la porzione del povero". Nei nostri tempi non
ho mai sentito nessuno squillare alla porta per chiedere
una porzione di torta, ma nel passato questo avveniva. Oggi
si
divide normalmente la torta nel numero esatto).
Quando tutte le porzione sono distribuite, si mangia. Quello
che trova la fava è il re o la regina. Gli si mette
sulla testa una corona di cartone dorato. In qualche famiglia
si beve nell'onore del re, il quale deve bere in un solo
colpo un bicchiere di vino o acqua (secondo l'età)
mentre tutti gli altri ripetono : "Le roi boit, le
roi boit, le roi boit" (il re beve), o "la reine
boit" (la regina beve). È più divertente
con "il re", perché è più
difficile da pronunciare.
Poi il re sceglie nell'assistenza la sua regina (o la regina
il suo re), che al proprio turno deve bere un grande bicchiere.
In GERMANIA
Le case sono rallegrate dalla presenza dell'albero di Natale,
una delle tradizioni più vecchie, insieme alla corona
d'avvento.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario
d'avvento con le 24 finestrelle che scandiscono il tempo
che manca alla grande festa natalizia; ogni giorno, aprendo
una finestrella, il bambino promette di compiere una buona
azione.
Al termine dei calendario (sarà quindi il giorno
di Natale) appare l'immagine del presepe.
In INGHILTERRA
Fu Sant'Agostino da Canterbury (t 604) a introdurre la tradizione
natalizia allorché, con i suoi monaci, fu inviato
da papa Gregorio Magno a svolgervi la propria missione apostolica,
verso la fine dei Vi secolo.
In ogni casa l'albero di Natale occupa il posto d'onore.
Persino l'austera città londinese si riempie delle
festose luci di multicolori lampadine che addobbano un gigantesco
albero allestito per la strada. Mentre sarà Father
Christmas (Babbo Natale), passando per il camino con il
sacco dei doni, a portare ai bambini inglesi i regali che
riporrà nelle calze ordinatamente.
vedi
anche "curiosità e tradizioni"
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