| NATALE
• La vigilia di Natale si tramanda
la formula per il malocchio ad un familiare.
• Sempre la vigilia di Natale viene
tramandata anche la formula per "l'averta", ovvero
"come segnalare le storte"
• Nella vigilia di Natale era considerato
buon auspicio mangiare le zucche, ma non le mele.
• L'antivigilia di Natale si bolliva
la zucca, appena alzati se ne mangiava un piccolo pezzo,
che era di felice auspicio per la salute. La rimante parte
veniva posta in un piattino con accanto del sale grosso
ed un pezzetto di pane. La sera della vigilia si metteva
questo piatto in centro tavola: prima di consumare il pasto
ogni commensale si segnava col segno della croce, poi ognuno
mangiava un pezzetto della zucca.
Il sale grosso veniva usato per salare
il brodo del giorno di Natale, il pane veniva avvolto in
una carta e conservato in frigorifero ed usato per curare
la pertosse.
• La sera della vigilia si mettevano
in fila 12 bucce di cipolle, per ricordare i dodici mesi
e si cospargeva ogni foglia con del sale. Il mattino successivo,
le bucce dove il sale era sciolto indicavano i mesi più
piovosi.
• Fino a mezzanotte della vigilia
si lascia la tavola apparecchiata con tutti i piatti anche
sporchi. C'è chi afferma che questa usanza volesse
onorare i morti per farli avvicinare alla tavola. Altri
affermano invece che questa tradizione fosse fatta per l'eventuale
passaggio della Madonna. Scoccata
la mezzanotte si sparecchiava e si scuoteva la tovaglia
fuori con tutte le briciole.
• Nel camino si metteva il ciocco
che veniva acceso dal padrone di casa.
• La sera della vigilia i bambini
di casa dicevano il sermone, una poesia natalizia che veniva
insegnata loro a scuola.
• Il pranzo della vigilia è
rimasto molto frugale in quasi tutte le famiglie, addirittura
in molte famiglie non ci si siede neanche a tavola e si
consuma la "stortina", ovvero l'anguilla marinata
e l'acquadella fritta ( piccoli pesciolini ) o ancora tonno,
acciughe e verdure.
• La cena della vigilia il menù
tipico in molte zone d'Italia, ma in particolare in Emilia,
sono gli spaghetti con tonno ed acciughe, poi anguilla in
umido o alla brace, tortelli ed il classico pane di Natale.
• Il giorno di Natale si mangiavano
oltre ai tortellini in brodo, lo zampone coni fagiolini
o con le lenticchie, il bollito conle salse, il cappone
arrosto, il pane di Natale, il panettone, la zuppa inglese,
la spongata, il gelato di Natale, i fichi secchi e la frutta
fresca o secca.
• Grande tradizione ha avuto la letterina
di Natale che i bimbi di casa nascondevano sotto il piatto
fondo del papà. In questa letterina il bambino chiedeva
scusa dei capricci fatti durante l'anno e prometteva di
essere più buono. Il papà, dopo averla letta,
era solito baciare il figlio e gli regalava dei soldi.
CAPODANNO
• Per quanto riguarda la tradizione
del Primo dell'Anno è di buon augurio quando si esce
di casa incontrare un uomo. Questo accade dal primo minuto
dopo la mezzanotte del 31. In molte zone d'Italia è
tradizione che le bambine vadano casa per casa ad augurare
il buon anno.
• Naturalmente il primo giorno dell'anno
si è soliti mangiare lenticchie, che sono di buon
auspicio per il denaro.
• Mentre scocca la Mezzanotte è di
buon augurio mangiare 12 acini d’uva. I 12 acini simboleggiano
la fortuna per ogni mese del nuovo anno.

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