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Il carnevale e la sua gastronomia
più tipica traggono origine dall'antica Roma; gli
studiosi fanno risalire la nascita del Carnevale ai Saturnali,
una festa originariamente nata per festeggiale la costruzione
del tempio di Saturno nel 263 a.C.. Durante i Saturnali,
gli antichi romani si riversavano nelle strade, cantando
e osannando il padre degli dei; l'usanza di indossare delle
maschere, con lo scopo di rendersi irriconoscibili durante
le licenziose pratiche festaiole, viene più tardi,
presa in prestito dai Baccanali, i festeggiamenti in onore
di Bacco.
Dai Baccanali derivano anche i fritti
dolci, ancora oggi il simbolo gastronomico del carnevale;
questi tipi di dolci sono diretti discendenti di quelli
che, all'epoca di Roma antica, venivano preparati e venduti
per strada, durante i Baccanali. Esiste anche una ragione
"pratica" per cui i fritti sono il simbolo del
carnevale: in questa stagione infatti, oltre al gusto di
mangiare abbondantemente prima del periodo quaresimale,
la natura e le pratiche agricole prevedevano in gennaio
/ febbraio la macellazione dei suini la cui conseguenza
era l'abbondanza di grasso di maiale o strutto, l'ideale
per friggere i dolci.
Il
fritto dolce lo si trova in ogni regione d'Italia, con mille
varianti nelle ricette e nei nomi regionali ma con una matrice
comune ed uniforme: un semplice impasto di farina, uova
e burro il tutto fritto nello strutto e spolverato di zucchero.
Certamente il fritto dolce più antico sono i tortelli
di carnevale, frittelle tonde e lievitate, preparate con
un procedimento che prevede la precottura dell'impasto prima
di passare alla frittura: i nomi e le varianti regionali
sono i tortelli, le zeppole di san Giuseppe, le castagnole,
le bignole.
ZEPPOLE
Si hanno varie ricette delle Zeppole.
Vene propongo due diverse versioni: la prima senza ripieno
e la seconda con ripieno di crema pasticciera.
Ingredienti: 500 gr di farina,
500 gr di acqua, sale, olio per friggere, 200 gr di zucchero
vanigliato
Procedimento: Prendete mezzo
chilo di farina finissima, poi misuratela a bicchieri. In
una casseruola, versate tanti bicchieri d'acqua quanti sono
quelli di farina e unitevi un pizzico di sale. Ponete il
recipiente sul fuoco e, appena l'acqua accenna l'inizio
dell'ebollizione, buttatevi di colpo la farina. Mescolate
con un cucchiaio di legno, senza mai fermarvi, il composto
e, quando in un sol colpo si staccherà dalla casseruola,
spegnete il fuoco. Battete la pasta sul marmo leggermente
cosparso di olio, lavoratela, per circa dieci minuti, battendola
energicamente col matterello. Quando la pasta sarà
bene affinata e morbida, modellatela in tanti bastoncini
della grandezza di un mignolo e lunghi una ventina di centimetri.
Riunite le estremità dei bastoncini formando delle
ciambelline ovali (non rotonde). Friggete le zeppole nella
padella nera con abbondante olio caldo, a calore moderato.
Durante la friggitura, bucherellatele qua e là con
la punta di uno spiedino. Sgocciolatele biondissime e cospargetele
abbondantemente di zucchero, mescolato ad una bustina di
vaniglina.
CASTAGNOLE
Ingredienti:
400 g di farina, 4 uova, 100 g di burro, 50 g di zucchero,
buccia di un limone grattugiata, 150 g di olio, sale, 100
g di zucchero al velo, cannella in polvere,
un bicchierino di rum
Procedimento: Ponete la farina
in una grande terrina e nel mezzo adagiatevi le uova, il
burro fuso, il rum, lo zucchero, la buccia del limone, un
pizzico di sale. Impastate il tutto di modo che la pasta
risulti morbida ed omogenea. Tagliatela quindi a pezzetti
come noci e arrotolateli. In una padella fate scaldare l'olio,
senza farlo bollire ed immergetevi le palline poco per volta
finché si gonfieranno e diventando dorate. Scolatele
adagiandole su un foglio di carta assorbente e servitele
coperte di cannella e zucchero al velo.
Le
frittelle sono preparate a partire da una semplicissima
pastella utilizzata così com'è oppure per
rivestire mele (frittelle di mele) oppure scorze di arancia,
uvetta, castagne, mandorle, cacao, gocce di cioccolato;
esse vengono identificate con vari nomi ed alcune varianti
in diverse regioni: frittelle, fritole, bignè fritti.
Le
chiacchiere sono certamente il dolce più diffuso
e celebrato del carnevale; anch'esse seguono il paradigma
dei dolci carnevaleschi: frittelle di sfoglia stesa spolverate
di zucchero. A seconda della regione vengono chiamate chiacchiere
(Lombardia), bugie (Piemonte, Liguria), lattughe, crostoli,
galani (Veneto), sfrappole (Emilia Romagna), frappe (Marche),
cenci (Toscana).
La variante, nelle varie ricette
regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco,
o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.
Ingredienti: 80 g di farina
bianca, 1 uovo, burro, 2 cucchiai di marsala, sale
Procedimento: Impastate bene
gli ingredienti e lasciate riposare per circa un'ora. Tirare
con il mattarello una sfoglia sottile e con la rotella dentata
ricavarne le chiacchiere. Far friggere in abbondante olio
o strutto caldissimo. Spolverizzare con zucchero a velo.
Un
altro dolce caratteristico del carnevale in molte regioni
del centro Italia è la cicerchiata, una montagnola
di palline di pasta fritta e passate nel miele caldo; il
dolce, il cui nome deriva dalla somiglianza tra le palline
di pasta fritta ed i ceci (cicerchia), è tipico dell'Umbria
ed è diffusissimo anche nelle Marche, in Abruzzo
e nel Lazio. Gli struffoli napoletani sono una variante
della cicerchiata in cui troviamo una colorata guarnitura
di granelli di zucchero colorati, detti "diavulilli",
che interpreta il dolce in modo allegro e decisamente carnevalesco.
Sempre
a Napoli troviamo le graffe, una versione partenopea del
Kraphen, da cui deriva anche il nome; i Kraphen, tipici
della gastronomia austriaca, sono diffusissimi in tutta
Italia e anch'essi seguono il paradigma dei tipici fritti
dolci di carnevale. Si tratta di un'invenzione della pasticcera
austriaca Veronica Krapf, inventrice di una frittella rotonda,
rigonfia, ripiena di un cucchiaino di marmellata; nelle
graffe napoletane la marmellata utilizzata è quella
di amarene.
Tra
i dolci tipici del carnevale troviamo anche il sanguinaccio
ovvero una crema densa al cioccolato mista al sangue di
maiale. Adesso che l'uso del sangue e' vietato, si trova
nelle pasticcerie una crema al cioccolato aromatizzata alla
cannella.
Consiglio per evitare l'odore
di fritto Prima di accingervi alla frittura mettete
sul fuoco un pentolino con tre bicchieri d'acqua e tre di
aceto: il vapore che emanerà tale soluzione eliminerà
lo sgradevole odore di fritto!
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