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Speciale Carnevale 2008


Carri allegorici
 

 

Nonostante le pluricentenarie origini di alcuni carnevali italiani, il primo carro allegorico viene costruito a Viareggio nel 1873.


Nonostante le pluricentenarie origini di alcuni carnevali italiani, il primo carro allegorico viene costruito a Viareggio nel 1873.

Questo carro era realizzato da addetti del porto che, ispirandosi alle tecniche di costruzione delle navi, riuscirono ad erigere strutture con corde, cavi d’acciaio e paranchi usati nei cantieri. Queste prime opere avevano dei mascheroni realizzati in gesso e pesavano, quindi, anche parecchi quintali. Nel 1921 un carro ospitò, per la prima volta, una intera orchestra. La cosa ebbe così successo che nel 1923 alcuni carristi pensarono di far “ballare” anche i pupi, realizzando, così, i primi movimenti.

La nascita della moderna “cartapesta” (in realtà carta da calco) e’ però dovuta al Maestro Antonio D’Ariano (1925) che pensò ad un nuovo sistema: ricoprire la creta con il gesso, in modo da ottenere uno stampo al negativo della figura originale, e poi mettere vari strati di carta all’interno di un modello di gesso. Una volta asciugata, la sagoma in carta si staccava dal gesso senza problemi e, identica all’originale, pesava qualche chilo invece di quintali. Grazie a questa invenzione si possono costruire carri immensi che sfiorano le leggi della gravità.

Sfilate di carri allegorici in Puglia:

Il Carnevale di Putignano è una delle più antiche manifestazioni del Mondo e rappresenta per i Putignanesi un importante momento socio-culturale. Il Carnevale di Putignano può vantare ben due primati: è uno dei più antichi e sicuramente il più lungo del Mondo: alcuni studiosi infatti lo fanno risalire al 26 Dicembre del 1394, durante la solenne traslazione delle reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano dove tuttora sono custodite nella chiesa di S. Maria la Greca. Il più lungo Carnevale, in quanto finisce il martedì grasso come tutti gli altri carnevali, ma comincia addirittura il 26 dicembre con la pluricentenaria tradizione della Propaggine. La leggenda racconta che alcuni contadini putignanesi mentre piantavano le viti si unirono al corteo sacro con balli, canti e versi a rima baciata. Nel corso dei secoli, la festa del 26 dicembre ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare altri prettamente satirici e critici verso i personaggi più noti della città.

La maschera rappresentativa del Carnevale di Putignano è Farinella, che risale al 1953 ad opera del grafico Domenico Castellano e ricorda quello di un jolly, con l'abito a toppe multicolori e con sonagli applicati sulle tre punte del cappello, sulle scarpe ed alla collarina. Originariamente l’ abito era bianco e verde, i colori della città, ed il personaggio era rappresentato nell'atto di mettere pace tra un cane ed un gatto che simboleggiavano i cittadini di Putignano.
Il nome deriva dalla “farinella” un antico cibo della civiltà contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti particolarmente gustoso, che si usa mescolare a sughi ed intingoli, o accompagnato ai fichi appena raccolti oppure come farina per alcuni particolari tipi di dolce.

I Corsi Mascherati rappresentano sicuramente l'attrattiva principale, grazie a maestosi carri allegorici, alle originali maschere di carattere (carri in miniatura con tema satirico) e ai coloratissimi gruppi mascherati.
I primordiali "carri allegorici" di fine Ottocento erano realizzati su piccoli carretti o su carri agricoli con paglia e vecchi indumenti, fu dal 1903 che si iniziarono ad usare altri materiali come il cartone ed il legno. Dal 1935 invece, grazie alla ingegnosita’ dei F.lli Pugliese si inizio’ ad usare regolarmente la cartapesta su forme in filo di ferro.

Carnevale Dauno - Manfredonia
I riti del Carnevale di Siponto (l'antica città di Manfredonia), hanno origini antichissime, probabilmente risalenti al VII e VI sec. a.C., le cui testimonianze potrebbero essere rappresentate sulle Stele Daunie.
I festeggiamenti a cui si ispira il carnevale si ritrovano in tutto il periodo successio fino alla prima metà '900 quando si menziona definitivamente il "Carnevale Dauno"
Oggi il Carnevale Dauno è uno dei più importanti e suggestivi d'Italia e ogni anno richiama migliaia di spettatori ad assistere alle sfilate carri allegorici, gruppi mascherati ed una infinità di iniziative collaterali con una lunga tradizione che negli anni ha annoverato testimonial di grande notorietà come Mike Buongiorno, Enzo Tortora, Pippo Baudo, Renzo Arbore, Marisa Laurito, Manuela Folliero.
Il Carnevale si sviluppa in due importanti profili: I concorsi dei carri e dei gruppi mascherati e di altri gruppi di giovani organizzati in associazioni culturali, o provenienti dalle scuole medie e superiori, che partecipano numerosi (oltre duemila, in quindici o venti gruppi), sviluppando ciascuno un tema dell'attualità culturale o politica, trattato nei tipici modi della tradizione carnevalesca.
Ne deriva la spettacolare Grande parata dei Carri allegorici e dei Gruppi mascherati, che si tiene l'ultima domenica, successiva l giorno della Pentolaccia, con più di centomila visitatori forestieri, oltre all'intera Cittadinanza, lungo un percorso due chilometri e nella grande Piazza Marconi, dove è situata una gradinata di oltre mille posti e un par-terre di altri ottocento.
Le sfilate vengono replicate in notturna e si completano con spettacolari esibizioni coreografiche e con i concorsi per maschere singole, coppie e gruppi in cartapesta.

Numerose iniziative collaterali arricchiscono il carnevale di Manfredona:
Concorsi letterari, fotografici, di pittura. Feste di piazza, animate da gruppi musicali e da cabarettisti e soubrettes di grande talento, con services d'avanguardia, schermi giganti, impianti con oltre 20.000 W di potenza e diffusori su quattro o sei layhers: il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, inizio ufficiale del Carnevale; tutti i Giovedì grasso , che vedono la Città gradualmente mobilitarsi e gli operatori indaffarati ad organizzarsi per i grandi appuntamenti degli ultimi giorni di Carnevale; il Sabato della grande vigilia, con l'Arrivo di Ze Pèppe, la nostra maschera, che si identifica nel cafone che viene in città a spendersi le ultime risorse nel ballo e nei bagordi, fino all' abbruciamento; le grandi Socie all'aperto, le ultime tre sere di Carnevale e la sera della Pentolaccia, veri e propri bagni di folla, fra nuvole di coriandoli e spari di mortaretti, nella piazza del Popolo e nella grande Piazza del Duomo.

 




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