|
Nonostante le pluricentenarie origini
di alcuni carnevali italiani, il primo carro allegorico
viene costruito a Viareggio nel 1873.
Questo carro era realizzato da addetti
del porto che, ispirandosi alle tecniche di costruzione
delle navi, riuscirono ad erigere strutture con corde, cavi
d’acciaio e paranchi usati nei cantieri. Queste prime opere
avevano dei mascheroni realizzati in gesso e pesavano, quindi,
anche parecchi quintali. Nel 1921 un carro ospitò,
per la prima volta, una intera orchestra. La cosa ebbe così
successo che nel 1923 alcuni carristi pensarono di far “ballare”
anche i pupi, realizzando, così, i primi movimenti.
La nascita della moderna “cartapesta”
(in realtà carta da calco) e’ però dovuta
al Maestro Antonio D’Ariano (1925) che pensò ad un
nuovo sistema: ricoprire la creta con il gesso, in modo
da ottenere uno stampo al negativo della figura originale,
e poi mettere vari strati di carta all’interno di un modello
di gesso. Una volta asciugata, la sagoma in carta si staccava
dal gesso senza problemi e, identica all’originale, pesava
qualche chilo invece di quintali. Grazie a questa invenzione
si possono costruire carri immensi che sfiorano le leggi
della gravità.
Sfilate di carri allegorici in
Puglia:
Il
Carnevale di Putignano è una delle più
antiche manifestazioni del Mondo e rappresenta per i Putignanesi
un importante momento socio-culturale. Il Carnevale di Putignano
può vantare ben due primati: è uno dei più
antichi e sicuramente il più lungo del Mondo: alcuni
studiosi infatti lo fanno risalire al 26 Dicembre del 1394,
durante la solenne traslazione delle reliquie di Santo Stefano
Protomartire da Monopoli a Putignano dove tuttora sono custodite
nella chiesa di S. Maria la Greca. Il più lungo Carnevale,
in quanto finisce il martedì grasso come tutti gli
altri carnevali, ma comincia addirittura il 26 dicembre
con la pluricentenaria tradizione della Propaggine. La leggenda
racconta che alcuni contadini putignanesi mentre piantavano
le viti si unirono al corteo sacro con balli, canti e versi
a rima baciata. Nel corso dei secoli, la festa del 26 dicembre
ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare
altri prettamente satirici e critici verso i personaggi
più noti della città.
La maschera rappresentativa del Carnevale
di Putignano è Farinella, che risale al 1953 ad opera
del grafico Domenico Castellano e ricorda quello di un jolly,
con l'abito a toppe multicolori e con sonagli applicati
sulle tre punte del cappello, sulle scarpe ed alla collarina.
Originariamente l’ abito era bianco e verde, i colori della
città, ed il personaggio era rappresentato nell'atto
di mettere pace tra un cane ed un gatto che simboleggiavano
i cittadini di Putignano.
Il nome deriva dalla “farinella” un antico cibo della civiltà
contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti particolarmente
gustoso, che si usa mescolare a sughi ed intingoli, o accompagnato
ai fichi appena raccolti oppure come farina per alcuni particolari
tipi di dolce.
I Corsi Mascherati rappresentano
sicuramente l'attrattiva principale, grazie a maestosi carri
allegorici, alle originali maschere di carattere (carri
in miniatura con tema satirico) e ai coloratissimi gruppi
mascherati.
I primordiali "carri allegorici" di fine Ottocento
erano realizzati su piccoli carretti o su carri agricoli
con paglia e vecchi indumenti, fu dal 1903 che si iniziarono
ad usare altri materiali come il cartone ed il legno. Dal
1935 invece, grazie alla ingegnosita’ dei F.lli Pugliese
si inizio’ ad usare regolarmente la cartapesta su forme
in filo di ferro.
Carnevale
Dauno - Manfredonia I riti del Carnevale di Siponto
(l'antica città di Manfredonia), hanno origini antichissime,
probabilmente risalenti al VII e VI sec. a.C., le cui testimonianze
potrebbero essere rappresentate sulle Stele Daunie.
I festeggiamenti a cui si ispira il carnevale si ritrovano
in tutto il periodo successio fino alla prima metà
'900 quando si menziona definitivamente il "Carnevale
Dauno"
Oggi il Carnevale Dauno è uno dei più importanti
e suggestivi d'Italia e ogni anno richiama migliaia di spettatori
ad assistere alle sfilate carri allegorici, gruppi mascherati
ed una infinità di iniziative collaterali con una
lunga tradizione che negli anni ha annoverato testimonial
di grande notorietà come Mike Buongiorno, Enzo Tortora,
Pippo Baudo, Renzo Arbore, Marisa Laurito, Manuela Folliero.
Il Carnevale si sviluppa in due importanti profili: I concorsi
dei carri e dei gruppi mascherati e di altri gruppi di giovani
organizzati in associazioni culturali, o provenienti dalle
scuole medie e superiori, che partecipano numerosi (oltre
duemila, in quindici o venti gruppi), sviluppando ciascuno
un tema dell'attualità culturale o politica, trattato
nei tipici modi della tradizione carnevalesca.
Ne deriva la spettacolare Grande parata dei Carri allegorici
e dei Gruppi mascherati, che si tiene l'ultima domenica,
successiva l giorno della Pentolaccia, con più di
centomila visitatori forestieri, oltre all'intera Cittadinanza,
lungo un percorso due chilometri e nella grande Piazza Marconi,
dove è situata una gradinata di oltre mille posti
e un par-terre di altri ottocento.
Le sfilate vengono replicate in notturna e si completano
con spettacolari esibizioni coreografiche e con i concorsi
per maschere singole, coppie e gruppi in cartapesta.
Numerose iniziative collaterali arricchiscono
il carnevale di Manfredona:
Concorsi letterari, fotografici, di pittura. Feste di piazza,
animate da gruppi musicali e da cabarettisti e soubrettes
di grande talento, con services d'avanguardia, schermi giganti,
impianti con oltre 20.000 W di potenza e diffusori su quattro
o sei layhers: il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate,
inizio ufficiale del Carnevale; tutti i Giovedì grasso
, che vedono la Città gradualmente mobilitarsi e
gli operatori indaffarati ad organizzarsi per i grandi appuntamenti
degli ultimi giorni di Carnevale; il Sabato della grande
vigilia, con l'Arrivo di Ze Pèppe, la nostra maschera,
che si identifica nel cafone che viene in città a
spendersi le ultime risorse nel ballo e nei bagordi, fino
all' abbruciamento; le grandi Socie all'aperto, le ultime
tre sere di Carnevale e la sera della Pentolaccia, veri
e propri bagni di folla, fra nuvole di coriandoli e spari
di mortaretti, nella piazza del Popolo e nella grande Piazza
del Duomo.

|